ALLEGATO "A" ALL'ATTO N.RI 47.042/12.886 DI REP./RACC.. TITOLO I: DENOMINAZIONE - SEDE - DURATA

Articolo 1 (Costituzione e denominazione)

E' costituita con sede nel comune di Fara Gera d'Adda (BG) la Società cooperativa denominata

"1000 NOTE PER EDUCARE Società cooperativa sociale".

La Cooperativa potrà istituire, con delibera dell'Assemblea, sedi secondarie, succur- sali, agenzie e rappresentanze anche altrove.
Articolo 2 (Durata)
La Cooperativa ha durata fino al 31 dicembre 2050 e potrà essere prorogata con deli- bera dell'Assemblea, salvo il diritto di recesso per i soci dissenzienti.

TITOLO II: SCOPO - OGGETTO Articolo 3 (Scopo mutualistico)

La Cooperativa, conformemente alla legge 381/91, non ha scopo di lucro; suo fine è il perseguimento dell'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'in- tegrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-educativi ai sen- si dell'articolo 1, lett. a) della legge 381/91.

La Cooperativa si ispira ai principi che sono alla base del movimento cooperativo mondiale ed in rapporto ad essi agisce. Questi principi sono: la mutualità, la solida- rietà, la democraticità, l'impegno, l'equilibrio delle responsabilità rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un equilibrato rapporto con lo Stato e le istituzioni pubbliche.

Essa opera al fine di contribuire alla promozione umana e all'integrazione sociale at- traverso lo sviluppo delle arti dello spettacolo e di animazione con particolare riferi- mento al settore musicale destinato ai ragazzi.
La Cooperativa pone tra i suoi scopi la promozione di qualunque attività musicale, culturale, artistica, ricreativa e formativa che possa contribuire allo sviluppo di cono- scenze ed esperienze anche tra culture diverse affinchè si affermino valori di pari di- gnità e di solidarietà reciproca tra gli individui e i popoli.

La Cooperativa, per poter curare nel miglior modo gli interessi dei soci e lo sviluppo socio economico e culturale delle comunità, deve cooperare attivamente, con altri enti cooperativi, altre imprese ed imprese sociali e organismi del Terzo Settore, su scala locale, nazionale e internazionale.

La Cooperativa intende realizzare i propri scopi sociali mediante il coinvolgimento delle risorse della comunità, e in special modo volontari ed enti con finalità di solida- rietà sociale, attuando in questo modo - grazie anche all'apporto dei soci lavoratori - l'autogestione responsabile dell'impresa.

La Cooperativa opera in forma mutualistica e senza fini speculativi tramite la gestio- ne in forma associata dell'impresa che ne è l'oggetto, dando continuità di occupazio- ne lavorativa ai soci alle migliori condizioni economiche, sociali e professionali. Ai fini del raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici, i soci instaurano con la coope- rativa un ulteriore rapporto di lavoro, in forma subordinata o autonoma, o in qualsiasi altra forma ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata non occasionale. Le modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative dei soci sono disciplinate da un apposito regolamento ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 aprile 2001, n. 142.

La cooperativa si propone, nel contempo di far conseguire ai propri soci fruitori i ser- vizi che costituiscono oggetto della sua attività.
Nella costituzione e nell'esecuzione dei rapporti mutualistici, gli Amministratori devo- no rispettare il principio di parità di trattamento nei confronti dei soci. In funzione del-

la quantità e della qualità dei rapporti mutualistici, la parità di trattamento deve esse-

Dott. FILIPPO CALARCO NOTAIO
Via Sant'Orsola n. 13
Tel. 035 222859 - Fax 035 236258 24122 BERGAMO

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re rispettata anche nella ripartizione dei ristorni.
La Cooperativa può svolgere la propria attività anche con terzi.
La Cooperativa aderisce alla Confederazione Cooperative Italiane.
Articolo 4 (Oggetto sociale)
Considerato lo scopo mutualistico così come definito all'articolo precedente, nonché i requisiti e gli interessi dei soci come più oltre determinati, la Cooperativa ha come oggetto, diretto e/o tramite appalto o convenzione con Enti Pubblici e Privati in gene- re, lo svolgimento delle attività educative, didattiche, pedagogiche, espressive, musi- cali, teatrali e linguistiche rivolte prevalentemente a minori, adolescenti, giovani in età scolare, portatori di handicap psicofisici.
Al centro dell'attività dell'associazione si pone l'educazione al suono ed alla musica attraverso una parte teorica che racchiude le seguenti materie: solfeggio parlato e cantato, teoria, armonia, canto corale ed una parte pratica attraverso l'apprendimento di uno o più strumenti musicali, saggi concerti ed iniziative editoriali.
A titolo esemplificativo e non esaustivo si intende compreso lo svolgimento, stabile o temporaneo, in proprio o per conto terzi, delle seguenti attività:
a/ produzione, promozione e distribuzione di servizi culturali, educativi, ricreativi e di animazione, rivolti principalmente a minori, adolescenti e giovani;
b/ ideazione, produzione, promozione ed organizzazione, compreso l'allestimento e la rappresentazione scenica di spettacoli, rappresentazioni teatrali ed altri eventi rivolti prevalentemente a minori e giovani;
c/ organizzazione, promozione e programmazione di rassegne, spettacoli teatrali e musicali, incontri, scambi ed iniziative culturali con particolare attenzione al teatro per l'infanzia e la gioventù;
d/ progettazione, realizzazione, anche per conto terzi, e allestimento di laboratori tea- trali, corsi di danza, corsi musicali, corsi di voce e canto, laboratori di pittura creati- va, di scrittura creativa, corsi di regia e coreografia, laboratori video e cinematografia, corsi di scenografia, scenotecnica ed illuminotecnica;
e/ organizzazione e gestione di conferenze, giornate di studio, laboratori formativi per studenti, insegnanti, genitori, animatori ed educatori;
f/ attività grafica ed editoriale cartacea ed elettronica ivi compresa la produzione di bozze, locandine, manifesti, illustrazioni, la creazione, produzione e diffusione di bol- lettini, ciclostilati e mezzi audiovisivi nonché la pubblicazione di giornali, testi e/o rivi- ste di formazione in armonia con gli scopi sociali;
g/ ideazione, realizzazione e gestione di campagne di interventi di pubblicità, promo- zione e comunicazione in genere per conto di enti pubblici e privati nell'ambito delle attività socio-educative;
h/ qualsiasi altra attività ed iniziativa inerente o correlata al settore scolastico - didat- tico, culturale e socio-educativo;
i/ progettazione e gestione di corsi di aggiornamento, convegni, seminari e laboratori, sui diversi linguaggi espressivi, rivolti agli alunni, agli insegnanti ed al personale non docente della scuola di ogni ordine e grado;
j/ gestione di teatri, circoli, centri e/o spazi culturali in genere ivi compresa la gestio- ne dei servizi accessori a tali strutture quali bar-caffetterie, ristoranti e spazi di risto- ro, servizi di logistica e organizzazione in genere.
Nei limiti e secondo le modalità previste dalle vigenti norme di legge, la Cooperativa potrà svolgere qualunque altra attività connessa o affine alle attività sopraelencate, nonché potrà compiere tutti gli atti e conclude¬re tutte le operazioni di natura immo- biliare, mobiliare, commerciale, industriale e finanziaria necessarie od utili allo svolgi-

mento delle attività sociali o comunque, sia direttamente che indirettamente, attinenti

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alle medesime compresa l'istituzione, costruzione, acquisto di magazzini, attrezzatu- re ed impianti atti al raggiungimento degli scopi sociali.
Le attività di cui al presente oggetto sociale saranno svolte nel rispetto delle vigenti norme in materia di esercizio di professioni riservate per il cui esercizio è richiesta l'i- scrizione in appositi albi o elenchi. La società potrà costituire fondi per lo sviluppo tecnologico o per la ristrutturazione o per il potenziamento aziendale nonché adottare procedure di programmazione pluriennale finalizzate allo sviluppo o all'ammoderna- mento aziendale, ai sensi della Legge 31.1.1992, n. 59 ed eventuali norme modificati- ve ed integrative. La Cooperativa potrà altresì assumere partecipazioni in altre impre- se a scopo di stabile investimento e non di collocamento sul mercato, specie se svolgono attività analoghe e comunque accessorie all'attività sociale, con particolare riguardo alla facoltà di sostenere lo sviluppo di altre cooperative sociali, con esclusio- ne assoluta della possibilità di svolgere attività di assunzione di partecipazioni riser- vata dalla legge a cooperative in possesso di determinati requisiti, appositamente au- torizzate e/o iscritte in appositi albi o elenchi. L'Organo amministrativo è autorizzato a compiere le operazioni di cui all'articolo 2529 del codice civile alle condizioni e nei limiti ivi previsti.

La Cooperativa, inoltre, per stimolare e favorire lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci, potrà istituire una sezione di attività, disciplinata da apposito regolamento approvato dall'Assemblea, per la raccolta di prestiti limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del raggiungimento dell'oggetto sociale. È in ogni caso esclusa ogni attività di raccolta di risparmio tra il pubblico.

TITOLO III: SOCI COOPERATORI Articolo 5 (Soci cooperatori)

Il numero dei soci è illimitato e non può essere inferiore al minimo stabilito dalla leg- ge. Possono assumere la qualifica di soci cooperatori le persone fisiche appartenenti alle seguenti categorie:
1/ soci lavoratori, vale a dire persone fisiche che per professione, capacità effettiva di lavoro, attitudine e specializzazione professionale maturate nei settori di cui all'og- getto della cooperativa, possono partecipare direttamente all'attività dell'impresa so- ciale e cooperare al suo esercizio ed al suo sviluppo, realizzando lo scambio mutuali- stico attraverso l'apporto delle proprie prestazioni lavorative. Ad essi sono richiesti i requisiti di capacità professionali adeguate allo svolgimento della propria mansione, capacità di lavoro in equipe e/o in coordinamento con gli altri soci e capacità di ini- ziativa personale in campo lavorativo e - in ogni caso - approvazione dello scopo mu- tualistico ed adesione al medesimo.

2/ soci volontari, persone fisiche che prestano la loro attività lavorativa gratuitamente, esclusivamente per fini di solidarietà ai sensi e per gli effetti della legge 381/91 e nei limiti previsti dalla legge;
3/ soci fruitori, persone fisiche che usufruiscono, anche indirettamente, dei servizi della cooperativa.

Possono essere soci cooperatori anche le persone giuridiche, pubbliche e private, nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo dell'attività delle Cooperative sociali.
Ogni socio è iscritto in un'apposita sezione del Libro dei Soci in base alla apparte- nenza a ciascuna delle categorie su indicate.

Non possono in nessun caso essere soci gli interdetti, gli inabilitati, i falliti non riabili- tati, nonché coloro che esercitino in proprio imprese in concorrenza con quella della cooperativa.
Articolo 6 (Categoria speciale di soci)

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La Cooperativa potrà istituire una categoria speciale di soci cooperatori ai sensi del- l'articolo 2527, comma tre, del codice civile, i cui diritti ed obblighi sono disciplinati dal presente articolo.
Il numero dei soci ammessi alla categoria speciale non potrà in ogni caso superare un terzo del numero totale dei soci cooperatori.

In tale categoria speciale potranno essere ammessi, in ragione dell'interesse al loro inserimento nell'impresa o al fine di completare la loro formazione, soggetti in grado di contribuire al raggiungimento degli scopi sociali.
La durata dell'appartenenza del socio a tale categoria speciale, nei limiti di legge, viene fissata dall'Organo amministrativo al momento dell' ammissione.

Il socio appartenente alla categoria speciale ha diritto di voto solo nelle deliberazioni relative all'approvazione del bilancio e non può rappresentare altri soci.
I soci appartenenti alla categoria speciale non possono essere eletti nell'Organo am- ministrativo della Cooperativa.

Oltre che nei casi previsti dalla legge e dall'articolo 10 del presente statuto, il socio appartenente alla categoria speciale può recedere in qualsiasi momento con un preavviso di almeno tre mesi. Il recesso ha effetto tanto con riguardo al rapporto so- ciale che al rapporto mutualistico, allo spirare del suddetto termine.

Costituiscono cause di esclusione del socio appartenente alla speciale categoria, ol- tre a quelle individuate dall'articolo 11 del presente statuto:
a/ l'inosservanza dei doveri inerenti la formazione;
b/ la carente partecipazione alle Assemblee sociali ed ai momenti di partecipazione predisposti dalla Cooperativa;

c/ il mancato adeguamento agli standard produttivi della Cooperativa o il rispetto de- gli impegni di partecipazione all'attività economica della stessa, finalizzati al proprio inserimento nell'organizzazione aziendale.
Verificatasi una causa di esclusione, il socio appartenente alla speciale categoria potrà essere escluso dall'Organo amministrativo anche prima della scadenza fissata al momento della sua ammissione. Qualora, al termine del suddetto periodo, il socio appartenente alla categoria speciale non abbia esercitato il diritto di recesso o non sia stato escluso nei casi previsti ai precedenti commi, è ammesso a godere dei di- ritti che spettano ai soci di cui all'articolo 5 del presente statuto.

Il passaggio alla categoria ordinaria di socio cooperatore deve essere comunicato al- l'interessato e annotato, a cura dell'Organo amministrativo, nel libro dei soci.
Al socio appartenente alla categoria speciale, per quanto non previsto nel presente ti- tolo, si applicano le disposizioni dei soci cooperatori.

Articolo 7 (Domanda di ammissione)

Chi intende essere ammesso come socio dovrà presentare all'Organo amministrativo domanda scritta che dovrà contenere, se trattasi di persona fisica:
a/ l'indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita, codice fisca- le, nonché indirizzo di posta elettronica e numero di fax;

b/ l'indicazione dell'effettiva attività svolta, della condizione o capacità professionale, delle specifiche competenze possedute in relazione ai requisiti richiesti dallo statuto; c/ l'ammontare della quota di capitale che propone di sottoscrivere, che non dovrà co- munque essere inferiore né superiore ai limiti di legge;

d/ la categoria di soci cooperatori alla quale richiede di essere ammesso;
e/ la dichiarazione di conoscere ed accettare integralmente il presente statuto, i rego- lamenti sociali e di attenersi alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali; f/ l'espressa e separata dichiarazione di accettazione della clausola arbitrale contenu-

ta negli articoli 38 e 39 del presente statuto e di presa visione effettiva del regolamen-

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to della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione.
Chi intende essere ammesso come socio lavoratore, oltre a quanto previsto nei pre- cedenti punti a), b), c), d) ed e), dovrà inoltre indicare nella domanda di ammissione: a.l/ l'indicazione della effettiva attività svolta, della condizione o capacità professiona- le, delle specifiche competenze possedute in relazione ai requisiti richiesti dallo sta- tuto;
b.l/ l'impegno a conferire la propria opera per il conseguimento dello scopo sociale, con le modalità e nei termini stabiliti dai regolamenti interni, in rapporto ala quantità di lavoro disponibile in Cooperativa.
Chi intende essere ammesso come socio volontario, oltre a quanto previsto nei pre- cedenti punti a), b), c), d) ed e), dovrà inoltre indicare nella domanda di ammissione: a.2/ l'impegno a conferire la propria opera per il conseguimento dello scopo sociale, con le modalità e nei termini stabiliti dai regolamenti interni;
b.2/ l'indicazione delle specifiche competenze possedute.
Chi intende essere ammesso come socio fruitore, oltre a quanto previsto nei prece- denti punti a), b), c), d) ed e), dovrà inoltre indicare nella domanda di ammissione: a.3/ l'impegno ad usufruire, dei servizi offerti dalla cooperativa.
Fermo restando il secondo comma dell'articolo 2522 del codice civile, se trattasi di società, associazioni od enti, oltre a quanto previsto nei precedenti punti b), c), d) ed e) relativi alle persone fisiche, la domanda di ammissione dovrà contenere le seguen- ti informazioni:
a/ la ragione sociale o la denominazione, la forma giuridica, la sede legale, il codice fiscale, la partita IVA, nonché l'indirizzo di posta elettronica ed il numero di fax;
b/ la delibera dell'organo sociale che ha autorizzato la domanda;
c/ h) la qualità della persona che sottoscrive la domanda.
L'Organo amministrativo, accertata l'esistenza dei requisiti di cui al precedente arti- colo 5, delibera sulla domanda secondo criteri non discriminatori, coerenti con lo scopo mutualistico e l'attività economica svolta. La delibera di ammissione deve es- sere comunicata all'interessato e annotata, a cura dell'Organo amministrativo, sul li- bro dei soci.
L'Organo amministrativo deve, entro sessanta giorni, motivare la deliberazione di ri- getto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.
Qualora la domanda di ammissione non sia accolta dall'Organo amministrativo, chi l'ha proposta può, entro il termine di decadenza di sessanta giorni dalla comunicazio- ne del diniego, chiedere che sull'istanza si pronunci l'Assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della successiva convocazione.
L'Organo amministrativo, nella relazione sulla gestione, o nella nota integrativa al bi- lancio, illustra le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci.
Articolo 8 (Obblighi dei soci)
Fermi restando gli altri obblighi nascenti dalla legge e dallo statuto, i soci sono obbli- gati:
a/ al versamento, con le modalità e nei termini fissati dall'Organo amministrativo:
- del capitale sottoscritto;
- della eventuale tassa di ammissione, a titolo di rimborso delle spese di istruttoria della domanda di ammissione;
- del sovrapprezzo eventualmente determinato dall'Assemblea in sede di approvazio- ne del bilancio su proposta dell'Organo amministrativo;

b/ all'osservanza dello statuto, dei regolamenti interni e delle deliberazioni adottate

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dagli organi sociali.
In particolare i soci lavoratori, oltre a quanto previsto nei precedenti punti a) e b) sono ulteriormente obbligati:
a.l/ a non aderire ad altre società che perseguano identici scopi sociali ed esplichino attività concorrente, nonché a non prestare lavoro a favore di terzi esercenti imprese aventi oggetto uguale od analogo a quello della Cooperativa salvo espressa autoriz- zazione del Consiglio di Amministrazione accordata in considerazione della tipologia di rapporto di lavoro instaurato e delle modalità di prestazione dello stesso, nonché della quantità di lavoro disponibile in Cooperativa;
b.l/ a mettere a disposizione le proprie capacità professionali ed il proprio lavoro in relazione al tipo ed allo stato dell'attività svolta, nonché alla quantità delle prestazioni di lavoro disponibile per la Cooperativa, secondo quanto previsto nell'ulteriore rappor- to di lavoro instaurato e ferme restando le esigenze della Cooperativa stessa.
In particolare i soci volontari, oltre a quanto previsto nei precedenti punti a) e b) sono ulteriormente obbligati:
a.2/ a prestare la propria attività di volontariato nei modi e nei limiti di quanto previsto negli appositi regolamenti interni.
Per tutti i rapporti con la Cooperativa il domicilio dei soci è quello risultante dal libro soci.
La variazione del domicilio del socio ha effetto dalla ricezione della relativa comuni- cazione da effettuarsi con lettera raccomandata alla Cooperativa.
Il socio è tenuto a comunicare qualsiasi altra variazione relativa alle informazioni co- municate in sede di domanda di ammissione o successivamente. Le suddette varia- zioni hanno effetto dal momento della loro comunicazione alla Cooperativa.
Articolo 9 (Perdita della qualità di socio)
La qualità di socio si perde per recesso, esclusione, fallimento o per causa di morte. Articolo 10 (Recesso del socio)
Oltre che nei casi previsti dalla legge (articolo 2473 c.c.), e fatto salvo quanto previ- sto per il socio sovventore, può recedere il socio:
a/ che abbia perduto i requisiti per l'ammissione;
b/ che non sia più in grado di partecipare all'attività volta al raggiungimento degli sco- pi sociali;
c/ il cui rapporto di lavoro sia stato momentaneamente sospeso per cause attinenti alla quantità di lavoro disponibile per la Cooperativa stessa ovvero per altri motivi, da specificarsi in dettaglio in apposito regolamento;
d/ che cessi in via definitiva il rapporto di lavoro con la Cooperativa.
Il recesso dei soci persone giuridiche è libero purché siano decorsi almeno 2 esercizi sociali dalla loro ammissione in cooperativa.
Il recesso dei soci fruitori e dei soci volontari è libero.
Il recesso non può essere parziale.
La dichiarazione di recesso deve essere comunicata mediante raccomandata con av- viso di ricevimento alla Cooperativa. L'Organo amministrativo deve esaminarla entro sessanta giorni dalla ricezione e trasmettere non oltre i seguenti dieci giorni la relati- va comunicazione al socio mediante raccomandata con avviso di ricevimento; in ca- so di diniego il socio, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione innanzi al Collegio Arbitrale.
Il recesso ha effetto per quanto riguarda il rapporto sociale dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.
Per i rapporti mutualistici, il recesso ha parimenti effetto dalla comunicazione del

provvedimento di accoglimento della domanda, fatto salvo, per i soci lavoratori, il pe-

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riodo di preavviso eventualmente previsto nel regolamento interno e/o nei contratti di lavoro instaurati.
Articolo 11 (Esclusione)
L'esclusione può essere deliberata dall'Organo amministrativo, oltre che nei casi pre- visti dalla legge, nei confronti del socio che:

a/ non sia più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali, oppure che abbia perduto i requisiti richiesti per l'ammissione ovvero, nel caso di socio lavo- ratore, che abbia cessato, in via definitiva, il rapporto di lavoro con la cooperativa o, nel caso di socio volontario, che abbia cessato in via definitiva l'attività di volontaria- to, ovvero, nel caso di socio fruitore, che abbia cessato in via definitiva la fruizione dei servizi;

b/ risulti gravemente inadempiente per le obbligazioni che derivano dalla legge, dallo statuto, dai regolamenti approvati dall'Assemblea dei soci o che ineriscano il rapporto mutualistico, nonché dalle deliberazioni adottate dagli organi sociali, salva la facoltà dell'Organo amministrativo di accordare al socio un termine non superiore a trenta giorni per adeguarsi;

c/ previa intimazione da parte dell'Organo amministrativo, non adempia entro trenta giorni, al versamento del valore delle quote sottoscritte o al pagamento di somme do- vute alla Società a qualsiasi titolo;
d/ svolga o tenti di svolgere attività in concorrenza con la Cooperativa;

e/ nell'esecuzione del rapporto di lavoro ponga in essere comportamenti oppure com- metta gravi mancanze e/o inadempimenti tali da determinare la risoluzione del rap- porto di lavoro per motivi disciplinari ovvero per giusta causa o giustificato motivo. L'esclusione è comunicata al socio mediante raccomandata con avviso di ricevimen- to.

Contro la deliberazione di esclusione il socio può proporre opposizione al Collegio Arbitrale ai sensi degli articoli 38 e 39, nel termine di sessanta giorni dalla comunica- zione.
L'esclusione comporta in ogni caso la risoluzione del rapporto di lavoro.

L'esclusione diventa operante dalla ricezione da parte del socio del provvedimento di esclusione.
Articolo 12 (Morte del socio)
In caso di morte del socio, gli eredi o legatari del socio defunto hanno diritto di otte- nere il rimborso delle quote interamente liberate, eventualmente rivalutate, nella mi- sura e con le modalità di cui ai successivi articoli 13 e 14.

Gli eredi e legatari del socio deceduto dovranno presentare, unitamente alla richiesta di liquidazione del capitale di spettanza, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risultino gli aventi diritto.
Articolo 13 (Rimborso della quota)

I soci receduti od esclusi hanno il diritto al rimborso esclusivamente delle quote inte- ramente liberate, eventualmente rivalutate. La liquidazione della partecipazione socia- le, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale e detratte le somme ancora dovute dal socio, comprende il valore nominale delle quote e il rim- borso del soprapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio della Cooperati- va e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell'articolo 2545 quinquies, comma tre, del codice civile.

II rimborso delle quote ha luogo sulla base del bilancio dell'esercizio in cui si sono ve- rificati il recesso o l'esclusione del socio.
Il pagamento deve essere fatto entro centottanta giorni dall'approvazione del bilancio.

Articolo 14 (Termini di decadenza, limitazioni al rimborso, responsabilità dei

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soci cessati)

La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle quote in favore dei soci receduti od e- sclusi o degli eredi del socio deceduto, ove questo non sia stato richiesto entro i 5 anni dalla data di approvazione del bilancio dell'esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.

Il valore delle quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto sarà devoluto con delibera dell'Organo amministrativo alla riserva legale.
I soci esclusi per i motivi indicati nell'articolo 11, lettere b), c) e d) dovranno provve- dere al risarcimento dei danni ed al pagamento dell'eventuale penale, ove determina- ta dal regolamento.

La Cooperativa può compensare con il debito derivante dal rimborso delle quote, del sovrapprezzo, o del pagamento della prestazione mutualistica e del rimborso dei pre- stiti, il credito derivante da penali, ove previste da apposito regolamento, da risarci- mento danni e da prestazioni mutualistiche fornite anche fuori dai limiti di cui all'arti- colo 1243 del codice civile.

II socio che cessa di far parte della Società risponde verso questa, per il pagamento dei conferimenti non versati, per un anno dal giorno in cui il recesso o l'esclusione hanno avuto effetto.
Se entro un anno dallo scioglimento del rapporto associativo si manifesta l'insolvenza della Società, il socio uscente è obbligato verso questa nei limiti di quanto ricevuto. Nello stesso modo e per lo stesso termine sono responsabili verso la Società gli ere- di del socio defunto.

TITOLO IV: SOCI SOVVENTORI Articolo 15 (Soci sovventori)

Ferme restando le disposizioni di cui al Titolo III del presente statuto, possono esse- re ammessi alla Cooperativa soci sovventori di cui all'articolo 4 della legge 31.1.1992, n. 59.
Articolo 16 (Conferimento e quote dei soci sovventori)

I conferimenti dei soci sovventori possono avere ad oggetto denaro, beni in natura o crediti e sono rappresentati da quote nominative trasferibili.
La quota ha un valore minimo pari a Euro 500,00 (cinquecento/00).
I conferimenti dei soci sovventori confluiscono nel fondo per il potenziamento azien- dale di cui al successivo articolo 20, numero uno, lettera b) del presente statuto.
Articolo 17 (Alienazione delle quote dei soci sovventori)

Le quote dei sovventori possono essere sottoscritte e trasferite esclusivamente pre- vio gradimento dell'Organo amministrativo.
II socio che intenda trasferire la quota deve comunicare all'Organo amministrativo il proposto acquirente e lo stesso deve pronunciarsi entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione.

In caso di mancato gradimento del soggetto acquirente indicato dal socio che inten- de trasferire la partecipazione, l'Organo amministrativo provvederà ad indicarne altro gradito ovvero provvederà a rimborsare al sovventore il valore della quota, così come previsto al successivo articolo 19.

Articolo 18 (Deliberazione di emissione)

L'emissione delle quote destinate ai soci sovventori deve essere effettuata con deli- berazione dell'Assemblea che determina l'importo complessivo dell'emissione stessa e l'eventuale esclusione o limitazione del diritto d'opzione in favore dei soci coopera- tori.

La deliberazione dell'Assemblea stabilisce altresì i compiti che vengono attribuiti al-

l'Organo Amministrativo ai fini dell'emissione della partecipazione.

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Articolo 19 (Diritti dei soci sovventori)

I diritti spettanti ai soci sovventori sono così disciplinati:
a/ il tasso di remunerazione delle quote sottoscritte è pari a due punti percentuali in più del dividendo previsto per i soci cooperatori;
b/ qualora si debba procedere alla riduzione del capitale sociale a fronte di perdite, queste ultime graveranno anche sul fondo costituito mediante i conferimenti dei sov- ventori, in proporzione al rapporto tra questi ed il capitale conferito dai soci coopera- tori;
c/ ai soci sovventori è attribuito il diritto di eleggere un terzo dei componenti l'Organo Amministrativo, qualora quest'ultimo sia collegiale;
d/ al socio sovventore è attribuito un solo voto nelle assemblee della società. In ogni caso i voti attribuiti ai soci sovventori non devono superare il terzo dei voti spettanti ai soci presenti o rappresentati in ciascuna Assemblea. Qualora, per qualunque moti- vo, si superi tale limite, i voti dei soci sovventori verranno computati applicando un coefficiente correttivo determinato dal rapporto tra il numero massimo dei voti ad essi attribuiti per legge e il numero di voti da essi portati;
e/ i soci sovventori hanno diritto di recedere trascorsi cinque anni dalla loro ammis- sione a semplice richiesta. La decorrenza del recesso è fissata dalla data di ricezio- ne della notifica del recesso stesso.

TITOLO V : PATRIMONIO SOCIALE ED ESERCIZIO SOCIALE Articolo 20 (Elementi costitutivi)

Il patrimonio della società è costituito:
1/ dal capitale sociale, che è variabile ed è formato:
- dai conferimenti effettuati dai soci cooperatori rappresentati da quote di valore mini- mo non inferiore né superiore ai limiti di legge;
- dai conferimenti effettuati dai soci sovventori, confluenti nel fondo per il potenzia- mento aziendale;
2/ dalla riserva legale indivisibile formata con gli utili di cui all'articolo 22 e con il valo- re delle quote eventualmente non rimborsate ai soci receduti o esclusi ed agli eredi di soci deceduti;
3/ dall'eventuale sovrapprezzo delle quote formato con le somme versate dai soci ai sensi del precedente articolo 8;
4/ dalla riserva straordinaria;
5/ da ogni altra riserva costituita dall'Assemblea e/o prevista per legge.
Le riserve indivisibili per disposizione di legge o per statuto non possono essere ri- partite tra i soci né durante la vita sociale né all'atto dello scioglimento della Società.
Articolo 21 (Vincoli sulle quote e loro alienazione)
Le quote non possono essere sottoposte a pegno o a vincoli volontari, né essere ce- dute con effetto verso la Società fatto salvo il diritto di recesso.
Articolo 22 (Bilancio d'esercizio)
L'esercizio sociale va dal 1° settembre al 31 agosto di ogni anno.
Alla fine di ogni esercizio sociale l'Organo amministrativo provvede alla redazione del progetto di bilancio.
Il progetto di bilancio deve essere presentato all'Assemblea dei soci per l'approvazio- ne entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale, ovvero entro 180 giorni qualo- ra venga redatto il bilancio consolidato, oppure lo richiedano particolari esigenze rela- tive alla struttura ed all'oggetto della Società, segnalate dall'Organo amministrativo nella relazione sulla gestione o, in assenza di questa, nella nota integrativa al bilan- cio.

L'Assemblea che approva il bilancio delibera sulla destinazione degli utili annuali de-

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stinandoli:
a/ a riserva legale indivisibile nella misura non inferiore a quella stabilita dalla legge;
b/ al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui al- l'articolo 11 della legge 31.1.1992, n. 59, nella misura prevista dalla legge medesima; c/ a remunerazione del capitale dei soci sovventori;
d/ ad eventuale rivalutazione del capitale sociale, nei limiti ed alle condizioni previsti dall'articolo 7 della legge 31.1.1992, n. 59;
e/ ad eventuali dividendi in misura non superiore al limite stabilito dal codice civile per le cooperative a mutualità prevalente.
L'Assemblea può, in ogni caso, destinare gli utili, ferme restando le destinazioni ob- bligatorie per legge, alla costituzione di riserve indivisibili, oppure a riserve divisibili tra i soci non cooperatori.
L'Assemblea può sempre deliberare la distribuzione di utili ai soli soci non cooperato- ri nella misura massima prevista per le cooperative a mutualità prevalente.
Articolo 23 (Ristorni)
L'Organo amministrativo che redige il progetto di bilancio di esercizio, può appostare somme al conto economico a titolo di ristorno, qualora lo consentano le risultanze dell'attività mutualistica.
L'Assemblea, che approva il progetto di bilancio, delibera sull'erogazione dei ristorni, tenuto conto dei commi seguenti.
I ristorni attribuiti ai soci lavoratori, che costituiscono maggiorazione della relativa re- tribuzione, non possono in nessun caso superare la misura del trenta per cento dei trattamenti retributivi complessivi ai sensi dell'articolo 3, comma uno, e comma due, lettera a), della legge 3 aprile 2001 n. 142.
La ripartizione del ristorno ai singoli soci, dovrà essere effettuata considerando la quantità e qualità degli scambi mutualistici intercorrenti fra la Cooperativa ed il socio stesso, ed eventualmente secondo quanto previsto in apposito regolamento da ap- provarsi ai sensi dell'articolo 2521, ultimo comma, del codice civile e da predisporre a cura del Consiglio di Amministrazione, sulla base dei seguenti criteri, considerati sin- golarmente o combinati tra loro, distinti per ciascuna categoria di soci cooperatori. Per i soci lavoratori si terrà conto di:
- ore lavorate e retribuite nel corso dell'anno,
- qualifica professionale,
- compensi erogati,
- tempo di permanenza in cooperativa,
- tipologia del rapporto di lavoro.
Per i soci fruitori si terrà conto del valore economico dei servizi forniti e remunerati nell'esercizio. I ristorni, destinati ai soci lavoratori o ai soci fruitori, potranno essere assegnati, oltre che mediante erogazione diretta, anche sotto forma di aumento gra- tuito del capitale posseduto da ciascun socio, o mediante l'attribuzione di azioni di sovvenzione.
TITOLO VI : DECISIONI DEI SOCI ED AMMINISTRAZIONE DELLA COOPERATIVA Articolo 24 (Decisioni dei soci)
I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dalla legge, dal presente atto costitutivo, nonché sugli argomenti che uno o più Amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci sottopongono alla loro approvazione.
In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:
a/ l'approvazione del bilancio e la destinazione degli utili; b/ la nomina, la struttura

nonché la revoca dell'Organo amministrativo;

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c/ l'eventuale nomina dei Sindaci e del Presidente del Collegio sindacale;
d/ la misura dei compensi da corrispondere agli Amministratori ed ai Sindaci;
e/ la decisione di compiere operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell'oggetto sociale determinato nell'atto costitutivo o una rilevante modificazione dei diritti dei soci;
f/ le modificazioni dell'atto costitutivo;
g/ l'eventuale erogazione del ristorno ai sensi dell'articolo 23 del presente statuto;
h/ l'eventuale stato di crisi aziendale;
i/ l'approvazione del regolamento interno di lavoro, così come previsto dall'articolo 6 L.142/01 e gli eventuali regolamenti interni;
j/ la delibera sulla responsabilità degli Amministratori e dei Sindaci;
k/ la nomina dei liquidatori e i criteri di svolgimento della liquidazione.
Articolo 25 (Decisioni dei soci mediante consultazione scritta o consenso e- spresso per iscritto)
Le decisioni dei soci, fatto salvo quanto prescritto al successivo articolo ed in alterna- tiva al metodo collegiale ivi previsto, possono essere adottate mediante consultazio- ne scritta, ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto, a condizione che sia assicurato a ciascun socio il diritto di partecipare alla decisione e sia assicurata a tutti gli aventi diritto un'adeguata informazione. La decisione sul metodo è adottata dall'Organo amministrativo.
Nel caso si opti per il sistema del consenso espresso per iscritto, lo stesso potrà av- venire in forma libera, ma dovrà concludersi con la redazione e approvazione di un apposito documento scritto, dal quale dovrà risultare con chiarezza:
- l'argomento oggetto della decisione;
- il contenuto e le risultanze della decisione e le eventuali autorizzazioni alla stessa conseguenti;
- l'indicazione dei soci consenzienti;
- l'indicazione dei soci contrari o astenuti, e su richiesta degli stessi l'indicazione del motivo della loro contrarietà o astensione;
- la sottoscrizione dei soci, sia consenzienti che astenuti che contrari.
Il procedimento deve concludersi entro quindici giorni dal suo inizio o nel diverso ter- mine indicato nel testo della decisione. La mancanza di sottoscrizione dei soci entro il termine suddetto viene considerata come voto contrario.
Nel caso in cui si opti per il sistema della consultazione scritta dovrà essere redatto apposito documento scritto nel quale dovrà risultare con chiarezza:
- l'argomento oggetto della decisione;
- il contenuto e le risultanze della decisione e le eventuali autorizzazioni alla stessa conseguenti.
Copia di tale documento dovrà essere trasmessa a tutti i soci i quali entro i sette giorni successivi dovranno trasmettere alla società apposita dichiarazione, scritta in calce alla copia del documento ricevuto, nella quale dovranno esprimere il proprio vo- to favorevole o contrario ovvero l'astensione, indicando, se ritenuto opportuno, il mo- tivo della loro contrarietà o astensione; la mancanza di dichiarazione dei soci entro il termine suddetto equivale a voto contrario. Le trasmissioni previste nel presente comma potranno avvenire con qualsiasi mezzo e/o sistema di comunicazione che consenta un riscontro della spedizione e del ricevimento, compresi fax e la posta e- lettronica. Il procedimento deve concludersi entro quindici giorni dal suo inizio o nel diverso termine indicato nel testo della decisione.
Ogni socio ha diritto di partecipare alle decisioni di cui al presente articolo, se iscritto

a libro dei soci da al¬meno novanta giorni, e può esprimere un solo voto se socio co-

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operatore o i voti previsti dall'articolo 19 se socio sovventore.
I documenti di cui ai precedenti commi devono essere conservati presso la sede so- ciale per un tempo non inferiore a cinque anni.
Le decisioni sono prese con il voto favorevole della maggioranza dei voti attribuibili a tutti i soci.
Le decisioni dei soci, adottate ai sensi del presente articolo, dovranno essere tra- scritte, senza indugio, nel libro delle decisioni dei soci.
Articolo 26 (Assemblee)
Con riferimento alle materie indicate nelle lettere e), f), h), i) e j) del precedente arti- colo 25, nonché in materia di ammissione di soci, di emissione di quote di sovvenzio- ne ed in tutti gli altri casi espressamente previsti dalla legge o dal presente atto costi- tutivo, oppure quando lo richiedono uno o più Amministratori o un numero di soci che rappresentano almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci, le decisioni dei soci debbono essere adottate mediante deliberazione assembleare nel rispetto del meto- do collegiale.
L'Assemblea viene convocata, dall'Organo amministrativo, con avviso contenente l'ordine del giorno, il luogo, la data e l'ora della prima e della seconda convocazione, che deve essere fissata in un giorno diverso da quello della prima. L'Assemblea è convocata presso la sede sociale, ma può anche riunirsi in comune diverso da quello in cui si trova la sede sociale, purché in Italia.
L'avviso di convocazione deve essere comunicato con lettera raccomandata A/R in- viata ai soci o consegnata a mano almeno otto giorni prima dell'adunanza.
In alternativa, l'Assemblea potrà essere convocata mediante comunicazione trasmes- sa ai soci a mezzo fax o posta elettronica, ai recapiti risultanti dal libro soci, a condi- zione che sia garantita la prova dell'avvenuto ricevimento almeno otto giorni dell'As- semblea.
L'Organo amministrativo deve convocare l'Assemblea senza ritardo, e comunque non oltre trenta giorni dalla richiesta, qualora ne sia fatta richiesta scritta dal Collegio dei Sindaci o da tanti soci che rappresentino almeno un terzo dei voti spettanti a tutti i soci.
In assenza delle prescritte formalità per la convocazione, l'Assemblea si reputa vali- damente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e la maggioranza degli Amministratori e dei Sindaci Effettivi, se nominati. Tuttavia ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
Articolo 27 (Costituzione e quorum deliberativi)
In prima convocazione l'Assemblea è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei voti dei soci aventi diritto al voto.
In seconda convocazione l'Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il nu- mero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.
L'Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei voti presenti o rappresentati su tut- ti gli oggetti posti all'ordine del giorno, fatta eccezione per le deliberazioni di cui all'ul- timo comma del successivo articolo 28.
Quando si tratta di deliberare lo scioglimento anticipato della società o la sua trasfor- mazione l'assemblea delibera con il voto favorevole di almeno i due terzi dei soci.
Articolo 28 (Voto ed intervento)
Ai sensi dell'articolo 2538 del codice civile, nelle Assemblee hanno diritto di voto co- loro che risultano iscritti da almeno 90 giorni nel libro dei soci e che non siano in mo- ra nei versamenti delle quote sottoscritte.

Ciascun socio cooperatore sia persona fisica sia giuridica ha un solo voto, qualunque

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sia l'ammontare della sua partecipazione.
Per i soci sovventori si applica il precedente articolo 19.
L'Assemblea può svolgersi con intervenuti dislocati in più luoghi, contigui o distanti, audio/video collegati a condizione che siano rispettati il metodo collegiale e i principi di buona fede e di parità di trattamento dei soci, ed in particolare a condizione che:
a/ sia consentito al Presidente dell'Assemblea, anche a mezzo del proprio ufficio di presidenza, di accertare inequivocabilmente l'identità e la legittimazione degli interve- nuti, regolare lo svolgimento dell'adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;
b/ sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi as- sembleari oggetto di verbalizzazione;
c/ sia consentito agli intervenuti di partecipare in tempo reale alla discussione e alla votazione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno;
d/ vengano indicati nell'avviso di convocazione (salvo che si tratti di Assemblea tota- litaria) i luoghi audio/video collegati a cura della Cooperativa, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove saranno presenti il Presidente e il soggetto verbalizzante.
I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente all'Assem- blea, hanno la facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio avente diritto al voto, appartenente alla medesima categoria di socio coo- peratore o sovventore, e che non sia Amministratore, Sindaco o dipendente della Co- operativa.
Ciascun socio cooperatore non può rappresentare più di due soci.
La delega non può essere rilasciata con il nome del rappresentante in bianco.
Il socio imprenditore individuale può farsi rappresentare nell'Assemblea anche dal co- niuge, dai parenti entro il terzo grado o dagli affini entro il secondo che collaborano all'impresa.
I soci persone giuridiche sono rappresentati in Assemblea dal loro legale rappresen- tante oppure da altro soggetto dai medesimi designato.
Per le votazioni si procederà normalmente col sistema dell'alzata di mano, o con al- tro metodo deliberato dall'Assemblea, legalmente consentito.
Le elezioni delle cariche sociali avverranno, a maggioranza relativa, per alzata di ma- no, per acclamazione o con altro sistema legalmente deliberato dall'Assemblea.
Articolo 29 (Presidenza dell'Assemblea)
L'Assemblea è presieduta dall'Amministratore unico o dal Presidente del Consiglio di Amministrazione ed in sua assenza dal Vicepresidente, ed in assenza anche di que- sti, dalla persona designata dall'Assemblea stessa, col voto della maggioranza dei presenti.
Essa provvede alla nomina di un Segretario, anche non socio. La nomina del Segre- tario non ha luogo quando il verbale è redatto da un Notaio.
Funzione, poteri e doveri del Presidente sono regolati dalla legge.
Articolo 30 (Amministrazione)
La Società è amministrata, con scelta da adottarsi dall'Assemblea al momento della nomina, da un Amministratore unico o da un Consiglio di Amministrazione composto da un numero di Consiglieri variabile da tre a cinque, eletti dall'Assemblea che ne de- termina, di volta in volta, il numero.
Qualora la Società sia amministrata da un Consiglio di Amministrazione, questo e- legge nel suo seno il Presidente ed il Vice Presidente.
L'Amministratore unico o la maggioranza dei componenti il Consiglio di amministra-

zione è scelta tra i soci cooperatori oppure tra le persone indicate dai soci coopera-

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tori persone giuridiche.
Gli Amministratori restano in carica fino a revoca o dimissioni o per il periodo deter- minato dai soci al momento della nomina. Gli Amministratori sono rieleggibili.
Articolo 31 (Decisioni del Consiglio di Amministrazione adottate mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto)
Le decisioni del Consiglio di Amministrazione, tranne quelle riguardanti l'ammissione, il recesso e l'esclusione dei soci, possono essere adottate mediante consultazione scritta, ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto.
La procedura di consultazione scritta non è soggetta a particolari vincoli purché sia assicurato a ciascun Amministratore il diritto di partecipare alla decisione e sia assi- curato a tutti gli aventi diritto adeguata informazione.
La decisione è adottata mediante redazione ed approvazione per iscritto di unico do- cumento, inviato per tempo a tutti i Consiglieri, dal quale dovrà risultare con chiarez- za:
- l'argomento oggetto della decisione;
- il contenuto e le risultanze della decisione e le eventuali autorizzazioni alla stessa conseguenti;
- la sottoscrizione degli Amministratori consenzienti;
- la sottoscrizione degli Amministratori contrari o astenuti, e su richiesta degli stessi l'indicazione del moti¬vo della loro contrarietà o astensione.
Il procedimento deve concludersi entro cinque giorni dal suo inizio o nel diverso ter- mine indicato nel testo della decisione. La mancanza di sottoscrizione entro il termi- ne suddetto viene considerata come voto contrario.
Il consenso espresso per iscritto consiste in una dichiarazione resa da ciascun Am- ministratore con espresso e chiaro riferimento all'argomento oggetto della decisione, del quale il Consigliere consenziente dichiari di essere sufficientemente informato. Tutti i Consiglieri devono essere informati per tempo. I consensi possono essere tra- smessi presso la sede della società con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell'avvenuto consenso.
La decisione è assunta soltanto qualora pervengano alla sede della società, nelle for- me sopra indicate ed entro otto giorni dal ricevimento della prima comunicazione, i consensi della maggioranza degli Amministratori.
Spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione raccogliere i consensi scritti ri- cevuti e comunicarne i risultati a tutti gli Amministratori, Sindaci e revisore legale dei conti, se nominati, indicando:
- i Consiglieri favorevoli, contrari o astenuti;
- la data in cui si è formulata la decisione;
- eventuali osservazioni o dichiarazioni relative all'argomento oggetto della consulta- zione, se richiesto dagli stessi Consiglieri.
Le decisioni del Consiglio di Amministrazione sono prese con il voto favorevole della maggioranza degli Amministratori in carica.
Le decisioni degli Amministratori devono essere trascritte senza indugio nel libro del- le decisioni degli Amministratori. La relativa documentazione è conservata dalla so- cietà per almeno cinque anni.
Articolo 32 (Adunanze del Consiglio di Amministrazione)
In caso di richiesta di un Amministratore e comunque in caso di decisioni che riguar- dano l'ammissione, il recesso e l'esclusione dei soci, il Consiglio di Amministrazione deve deliberare in adunanza collegiale.
In questo caso il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le

volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda

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da almeno un terzo dei Consiglieri.
La convocazione è fatta dal Presidente a mezzo lettera, fax o e-mail da spedirsi non meno di 5 giorni prima dell'adunanza e, nei casi urgenti, a mezzo telegramma, in mo- do che i Consiglieri e Sindaci Effettivi ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Nel caso di inerzia o impossibilità del Presidente, la convocazione può essere fatta anche dal Vicepresidente e nel caso di sua impossibilità o inerzia anche dall'Ammini- stratore in carica più anziano.
Le adunanze del Consiglio di Amministrazione sono valide quando vi intervenga la maggioranza degli Amministratori in carica.
La presenza alle riunioni può avvenire anche per il tramite di mezzi di telecomunica- zione. In questo ultimo caso devono comunque essere soddisfatte le seguente condi- zioni:
1/ che siano presenti nello stesso luogo il Presidente ed il Segretario della riunione, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale;
2/ che sia effettivamente possibile al Presidente della riunione accertare l'identità de- gli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risul- tati della votazione;
3/ che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi oggetto di verbalizzazione;
4/ che sia consentito agli intervenuti partecipare alla discussione, intervenire in tem- po reale durante la trattazione degli argomenti esaminati, e di partecipare alla vota- zione simultanea sugli argomenti all'ordine del giorno, nonché, quando necessario, di visionare, ricevere o trasmettere documenti.
Sussistendo queste condizioni, la riunione si considera tenuta nel luogo in cui si tro- va il Presidente e dove deve pure trovarsi il Segretario, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo libro.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti. In caso di parità di voti la deliberazione proposta si intende approvata o non approvata a seconda di come ha votato chi presiede la seduta.
Ogni Amministratore deve dare notizia agli altri Amministratori ed al Collegio Sinda- cale, se nominato, di ogni interesse che, per conto proprio o di terzi, abbia in una de- terminata operazione della Società, precisandone la natura, i termini, l'origine e la portata; se si tratta di Amministratore Delegato deve altresì astenersi dal compiere l'operazione, investendo della stessa il Consiglio di Amministrazione.
Articolo 33 (Compiti dell'Organo amministrativo)
L'Organo amministrativo è investito dei più ampi poteri per la gestione della Società, esclusi solo quelli riservati alla decisione dei soci dalla legge.
Nel caso di nomina di un Consiglio di Amministrazione, gli Amministratori possono delegare parte delle proprie attribuzioni, ad eccezione delle materie previste dall'arti- colo 2381 del codice civile, nonché di quanto previsto dall'articolo 2544 del codice ci- vile in materia di ammissione, recesso ed esclusione dei soci e delle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici con i soci, ad uno o più dei suoi componenti, oppure ad un Comitato esecutivo formato da alcuni Amministratori, determinandone il conte- nuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.
Perlomeno ogni 180 giorni gli organi delegati devono riferire agli Amministratori e al Collegio Sindacale, se esistente, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, in termini di dimen- sioni o caratteristiche, effettuate dalla Cooperativa e dalle sue controllate.

Articolo 34 (Integrazione dell'Organo amministrativo)

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In caso di mancanza sopravvenuta di uno o più componenti il Consiglio di Ammini- strazione, gli altri provvedono a sostituirli nei modi previsti dall'articolo 2386 del codi- ce civile, non ricorrendo tuttavia la necessità di approvazione da parte del Collegio Sindacale qualora quest'ultimo non sia nominato. Se viene meno la maggioranza dei componenti il Consiglio di Amministrazione, quelli rimasti in carica devono convocare l'Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti gli Amministratori così nominati scadono insieme con quelli in carica all'atto della loro nomina.

In caso di mancanza sopravvenuta dell'Amministratore unico o di tutti i componenti il Consiglio di Amministrazione, l'Assemblea deve essere convocata d'urgenza dal Col- legio Sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio sindacale l'assemblea può essere convocata da ogni socio.

Articolo 35 (Compensi agli Amministratori)

Spetta all'Assemblea determinare i compensi dovuti all'Amministratore unico o ai componenti il Consiglio di Amministrazione e ai membri del Comitato Esecutivo, se nominato.
Spetta all'Organo amministrativo, sentito il parere del Collegio Sindacale, se nomina- to, determinare la remunerazione dovuta a singoli Amministratori investiti di particola- ri cariche.

L'Assemblea può anche riconoscere agli Amministratori un trattamento di fine man- dato.
Articolo 36 (Rappresentanza)
L'Amministratore unico o il Presidente del Consiglio di Amministrazione hanno la rap- presentanza della Cooperativa di fronte ai terzi e in giudizio.

La rappresentanza della Cooperativa spetta, nei limiti delle deleghe conferite, anche ai Consiglieri Delegati, se nominati. Il Consiglio di Amministrazione può nominare Di- rettori Generali, Institori e Procuratori Speciali.
In caso di assenza o di impedimento del Presidente, tutti i poteri a lui attribuiti spet- tano al Vicepresidente, la cui firma costituisce piena prova dell'assenza o dell'impedi- mento del Presidente.

L'Amministratore unico o il Presidente del Consiglio di Amministrazione, nei limiti del- le deleghe agli stessi conferite, potranno conferire speciali procure, per singoli atti o categorie di atti, ad altri Consiglieri oppure ad estranei, con l'osservanza delle norme legislative vigenti al riguardo.

Articolo 37 (Collegio Sindacale)

Il Collegio Sindacale, se obbligatorio per legge o se comunque nominato dall'Assem- blea, si compone di tre membri effettivi e due supplenti, eletti dall'Assemblea tra i soggetti in possesso dei requisiti previsti dalla legge.
Il Presidente del Collegio Sindacale è nominato dall'Assemblea.

I Sindaci restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell'Assemblea convo- cata per l'approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Essi sono rieleggibili.
La retribuzione annuale dei Sindaci è determinata dall'Assemblea all'atto della nomi- na, per l'intero periodo di durata del loro ufficio.

II Collegio Sindacale, quando nominato, esercita anche la revisione legale dei conti ed è quindi integralmente composto da revisori legali in possesso dei requisiti di leg- ge.
Nel caso in cui non vi sia obbligo di nomina del Collegio Sindacale e la società non abbia comunque provveduto a tale nomina, può essere nominato un revisore legale

dei conti in possesso dei requisiti di legge.

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Se ricorrono le condizioni previste dalla legge, le funzioni del collegio sindacale pos- sono essere esercitate da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali iscritti nell'ap- posito registro.

TITOLO VII: CONTROVERSIE Articolo 38 (Clausola arbitrale)

Sono devolute alla cognizione di Arbitri rituali secondo le disposizioni di cui al D. Lgs. n. 5/2003, nominati con le modalità di cui al successivo articolo 39, salvo che non sia previsto l'intervento obbligatorio del Pubblico Ministero:
a/ tutte le controversie insorgenti tra soci o tra soci e Società che abbiano ad oggetto diritti disponibili, anche quando sia oggetto di controversia la qualità di socio;

b/ le controversie relative alla validità delle deliberazioni assembleari;
c/ le controversie promosse da Amministratori, Liquidatori o Sindaci, o nei loro con- fronti.
La clausola arbitrale di cui al comma precedente è estesa a tutte le categorie di soci, anche non cooperatori.
La sua accettazione espressa è condizione di proponibilità della domanda di adesio- ne alla Cooperativa da parte dei nuovi soci.
L'accettazione della nomina alla carica di Amministratore, Sindaco o Liquidatore è accompagnata dall'espressa adesione alla clausola di cui al comma precedente. L'arbitrato è amministrato secondo le norme contenute nel Regolamento della Came- ra Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione.
Articolo 39 (Arbitri e procedimento)
Gli arbitri sono in numero di:
a/ uno, per le controversie di valore inferiore ad Euro 250.000,00. Ai fini della determi- nazione del valore della controversia si tiene conto della domanda di arbitrato, osser- vati i criteri di cui agli articoli 10 e seguenti del codice di procedura civile;
b/ tre, per le altre controversie;
c/ nei casi di controversie con valore indeterminabile, il numero degli arbitri è deciso dal Consiglio arbitrale della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione. Gli arbitri sono scelti tra gli esperti di diritto e di settore e sono nominati dalla Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione.
In difetto di designazione sono nominati dal Presidente del tribunale nella cui circo- scrizione ricade la sede della società.
La domanda di arbitrato, anche quando concerne i rapporti tra soci, deve essere co- municata alla Società, fermo restando quanto disposto dall'articolo 35, comma uno, D. Lgs. n. 5/2003.
Gli arbitri decidono secondo diritto ed il lodo è impugnabile anche a norma dell'artico- lo 829, secondo comma, del codice di procedura civile quando per decidere abbiano conosciuto di questioni non compromettibili ovvero l'oggetto del giudizio sia costituito dalla validità di delibere assembleari.
Gli arbitri decidono nel termine di centottanta giorni dalla prima costituzione dell'orga- no arbitrale, salvo che essi chiedano una proroga al Consiglio arbitrale della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione, per non più di una sola volta, nel ca- so di cui all'articolo 35, comma secondo, D. Lgs. n. 5/2003, nel caso in cui sia ne- cessario disporre una C.T.U. o in ogni altro caso in cui la scadenza del termine pos- sa nuocere alla completezza dell'accertamento o al rispetto del principio del contrad- dittorio.
Nello svolgimento della procedura è omessa ogni formalità non necessaria al rispetto del contraddittorio. Gli arbitri, in ogni caso, devono fissare un'apposita udienza di trat- tazione.

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Le spese di funzionamento dell'Organo arbitrale sono anticipate da entrambe le parti, con vincolo di solidarietà, come previsto dall'articolo 35, punto tre, del Regolamento della Camera Arbitrale.
Per ogni ulteriore questione non esplicitamente prevista nel presente e nel preceden- te articolo, la procedura arbitrale è disciplinata dalle norme contenute nel Regola- mento arbitrale della Camera Arbitrale e di Conciliazione della Cooperazione in vigore al momento della produzione della domanda.

TITOLO VIII: SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE Articolo 40 (Scioglimento anticipato)

L'Assemblea che dichiara lo scioglimento della Cooperativa nominerà uno o più Liqui- datori stabilendone i poteri.
Articolo 41 (Devoluzione del patrimonio finale)
In caso di scioglimento della Società, l'intero patrimonio sociale risultante dalla liqui- dazione sarà devoluto nel seguente ordine:

- a rimborso delle quote effettivamente versate dai soci sovventori, eventualmente ri- valutate a norma del precedente articolo 22, lettera d) e dei dividendi deliberati e non ancora corrisposti;
- a rimborso delle quote effettivamente versate dai soci cooperatori, eventualmente ri- valutate a norma del precedente articolo 22, lettera d) e dei dividendi deliberati e non ancora corrisposti;

- al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, di cui al- l'articolo 11 della legge 31.1.1992, n. 59.

TITOLO IX: DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI Articolo 42 (Regolamenti)

Per meglio disciplinare il funzionamento interno, e soprattutto per disciplinare i rap- porti tra la società ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento del- l'attività mutualistica, l'Organo amministrativo, oltre al regolamento di cui all'articolo 6 della legge 142/2001, potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successiva- mente all'approvazione dell'Assemblea dei soci con le maggioranze previste per le modifiche statutarie. Negli stessi regolamenti potranno essere stabiliti l'ordinamento e le mansioni dei Comitati Tecnici, se verranno istituiti.

Articolo 43 (Principi di mutualità, indivisibilità delle riserve e devoluzione)

I principi in materia di remunerazione del capitale, di riserve indivisibili, di devoluzione del patrimonio residuo e di devoluzione di una quota degli utili annuali ai fondi mutua- listici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione, sono inderogabili e devono essere di fatto osservati. In particolare ai sensi dell'articolo 2514 del codice civile la Cooperativa:

a/ non potrà distribuire dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato;
b/ non potrà remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci coope- ratori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividen- di;

c/ non potrà distribuire riserve fra i soci cooperatori;
d/ dovrà devolvere, in caso di scioglimento della cooperativa, l'intero patrimonio so- ciale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fon- di mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Articolo 44 (Rinvio)
Per quanto non previsto dal presente statuto, valgono le vigenti norme di legge sulle società cooperative.

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Per quanto non previsto dal titolo VI del Libro V del codice civile contenente la "disci- plina delle società cooperative" a, norma dell'articolo 2519 del medesimo codice si applicano, in quanto compatibili, le norme delle società a responsabilità limitata.
Letto, accettato e sottoscritto.

F.TO ILDE TIBALDI LUCCA CLAUDIA

GRAZIONI VIRNA ORIETTA
GRAZIONI MARIANNA
GRAZIOLI LORENA
GUARNERIO BIBIANA
GRAZIOLI EMANUELE GIUSEPPE
notaio FILIPPO CALARCO (impronta sigillo).

19

 

 

MUI: - "Copia su supporto informatico conforme al documento

 
 

originale su supporto cartaceo, ai sensi dell'articolo 22,

 
 

comma 2, D. Lgs. 7 marzo 2005 n. 82."

 
 

- “Assolvimento virtuale del bollo assolto ai sensi del De-

 
 

creto 22/02/2007 mediante M.U.I.”.

 
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

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